Mauro Vita Restauri

 

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Certificazione ESNA-SOA
Laboratorio certificato ESNA-SOA.

Certificazione ISO9001:2008
Certificazione ISO9001:2015


Affresco palazzo veneziano – Malborghetto

Lungo tutta la facciata principale di Palazzo Veneziano insiste quello che è probabilmente l’elemento più antico e forse coevo alla costruzione cinquecentesca dell’edificio ovvero una fascia decorativa dipinta ad affresco dell’altezza di ca. 50 centimetri.
Si tratta di quella che era presumibilmente la fascia decorativa di sottotetto dell’originale corpo di fabbrica che ad oggi si pone tra il secondo ed il terzo piano del palazzo e quindi maggiormente esposta agli agenti atmosferici. Tecnicamente si tratta di una pittura a fresco e mezzo fresco realizzata su intonaco a base di calce e sabbia, su cui il disegno preparatorio è stato tracciato a chiodo. La decorazione è un susseguirsi di elementi costanti ripetitivi quali cavalli con coda di pesce, pesci ed elementi vegetali realizzati con toni chiari su fondo arancio.
Anche la struttura architettonica di angolo tra la facciata nord e quella ad est è contraddistinta da una serie di riquadri dipinti con la medesima tecnica. Dal punto di vista conservativo si riscontravano molteplici problematiche, derivanti sia da degradi naturali che antropici.

DEGRADI NATURALI dilavamento causato dalle acque meteoriche dipendente anche dall’innalzamento della falda del tetto che aveva provocato perdita di pellicola pittorica; deposito biologico, localizzato e di lieve entità, presente sotto le cornici cementizie dell’elemento architettonico angolare; depositi carboniosi coerenti diffusi ma di lieve entità presenti soprattutto in tutti quei punti di discontinuità della planarità legati anche alla scabrosità della superficie.

DEGRADI ANTROPICI gli stravolgimenti avvenuti negli anni hanno comportato modifiche anche sull’affresco, nella muratura sono stati inseriti dei tiranti le cui chiavi lineari cadono anche sulla fascia dipinta; probabilmente a seguito del terremoto del ‘76 sono stati realizzati nuovi intonaci sulle facciate con composizione cementizia che sicuramente non giovavano e giovano alla conservazione dell’affresco.
In generale gli strati preparatori presentavano molteplici soluzioni di continuità, sia come fessurazioni sia come mancanze degli strati di intonachino; erano inoltre presenti localizzati distacchi tra intonaco e muratura. La pellicola pittorica si presentava lacunosa e abrasa tanto che di molte parti si perdeva la leggibilità del dipinto.

INTERVENTO DI RESTAURO REALIZZATO Alla luce dei degradi riscontrati, l’intervento è stato realizzato confermando quasi completamente le ipotesi progettuali e secondo le seguenti operazioni: Esecuzione di spolveratura preliminare mediante pennelli con setole morbide per l’asportazione dei depositi superficiali non ancora coerenti; tale fase è stata contemporaneamente utile per lo studio della tenuta della pellicola pittorica. In fase d’intervento è stato riscontrato che la pigmentazione ocra, presente su tutta la superficie con differenziazione di tonalità tra fondi più scuri e decorazioni più chiare, era una elaborazione non originale dell’opera pertanto la localizzata spolveratura di tale pigmento non ha necessitato il preconsolidamento della pellicola stessa.
Consolidamento dei distacchi tra intonaco e struttura murale nelle aree individuate con percussione manuale della superficie mediante iniezioni di maltina liquida a base di calce aerea, inerti alleggeriti e carbammato d’ammonio; le iniezioni sono state eseguite sfruttando parti di fessurazioni esistenti e realizzando microfori con trapanino manuale. Rimozione meccanica di intonaci soprammessi: tali porzioni erano localizzate in angolo tra la fascia dipinta con cavalli e pesci ed il riquadro con cavaliere; i riquadri presenti sopra le finestre avevano una porzione di malta realizzata a copertina per lo scolo delle acque che copriva porzioni di dipinto.
Pulitura della superficie con presenza di attacco biologico mediante applicazione di prodotto biocida a base di sale d’ammonio quaternario a pennello, successivamente risciacquato per l’asportazione dei residui vegetativi e di prodotto.
Pulitura della superficie pittorica da depositi carboniosi e sovrammissioni di colore realizzata con ammonio carbonato e soluzione di acido etilendiamminicotetracetico, previa esecuzione di tasselli di pulitura con i quali sono stati individuati tempistiche e modalità, definite in applicazione ad impacco con polpa di carta di miscela dei due prodotti.
Rimozione delle stuccature cementizie presenti effettuata esclusivamente meccanicamente. Risarcitura delle lacune di intonaco mediante malta a base di calce aerea e polvere di marmo botticino e marmo nero con aggiunta di elementi carboniosi per avvicinarsi agli inerti originali. La porzione di decorazione mancante della fascia lungo la parete nord di ca. 2 mq, essendo composta da elementi modulari, è stata ricostruita: in primis è stato eseguito il disegno preparatorio ripreso da parti integre della decorazione, è stato riportato sull’intonaco realizzato con la tecnica dello spolvero ed è stata eseguita l’incisione per dare agli elementi di nuova fattura la medesima riflessione alla luce. Integrazione pittorica delle piccole abrasioni mediante stesura a velatura a tono di pigmenti stabili legati a gomma arabica. Integrazione pittorica delle lacune di decorazione ricostruibili mediante stesura a tratteggio di pigmenti stabili legati a gomma arabica. Stesura di protettivo finale a base di organosilossani oligomeri a basso peso molecolare.