Mauro Vita Restauri

 

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Monumento ai caduti “Gloria” di A. Stagliano
Crocifisso ligneo ss. Giovanni e Paolo
Pezzi d’artiglieria Sacrario Redipuglia
Museo De Henriquez
Dipinti su tela sacrario militare SS. Trinità
Affresco palazzo veneziano
Mobile Boulle
Scala Monumentale
San Giovanni trasportato in Paradiso
Stucchi policromi
Altare Maggiore
Sacresta lignea


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Certificazione ESNA-SOA
Laboratorio certificato ESNA-SOA.

Certificazione ISO9001:2008
Certificazione ISO9001:2015


PEZZI D’ARTIGLIERIA DEL SACRARIO MILITARE DI REDIPUGLIA
DELL’AREA SACRA DEL MONTE SAN MICHELE E DEL SACRARIO
MILITARE DI OSLAVIA (GO) BARCONE DA PONTE
DEL GENIO PONTIERI

I pezzi d’artiglieria, oggetto del lavoro di ripristino e di messa in sicurezza, sono collocati all’aperto e quindi sottoposti al continuo evolversi degli eventi atmosferici che creano così grossi problemi sia alla struttura metallica che alla struttura lignea presente per la maggior parte nelle ruote di sostegno. Il degrado può essere riscontrato in tutti i pezzi, ma il manufatto che maggiormente delinea e riassume in maniera esaustiva la corrosione degli elementi è il barcone del genio pontieri.

Tale manufatto, appoggiato a terra, ha perso gran parte della lamina che lo caratterizzava lasciando che lo scheletro, indebolito in numerosi punti, risulti la parte sostanziale rimasta a testimonianza di questa struttura. Da progetto, era previsto un innalzamento della struttura per evitare il contatto diretto con il terreno con la costruzione di una piattaforma in cemento ed una struttura metallica che, con una leggera pendenza, potesse mostrare l’intera struttura.
La costruzione della piattaforma presupponeva lo spostamento del barcone che, anche per agevolare i lavori di ripristino, è stato sollevato e trasportato in laboratorio. L’operazione, spettacolare dal punto di vista della movimentazione, si è rivelata fondamentale per la salvaguardia del pezzo, ormai raro, che rischiava altresì di deteriorarsi in modo irrecuperabile.
Una volta in laboratorio, il barcone, è stato accuratamente adagiato su una struttura lignea che permettesse agli operatori di lavorare anche sul fondo, parte più debole e maggiormente bisognosa di consolidamento. Si è proceduto, quindi, con la saldatura delle zone dello scheletro più fragili per dare stabilità alla struttura e, successivamente, con il fissaggio delle lamine staccate alla struttura stessa. Le superfici, interessate da un importante processo ossidativo, sono state pulite meccanicamente con spazzole e protette con prodotto ferromicaceo che, applicato a pennello, grazie alla sua trasparenza non modifica cromaticamente la superficie arrugginita.
Il progetto prevedeva anche una piccola ricostruzione del barcone che, in maniera didattica, potesse offrire alla collettività un’idea di quel che poteva essere un mezzo di questo genere. La ricostruzione è stata eseguita a poppa e ha previsto la risistemazione della lamiera di contenimento, la seduta interna con relativo sostegno e la bordatura perimetrale in legno di rovere. Terminato il restauro, il barcone è stato riportato in sito e collocato sopra la nuova struttura portante, inoltre, attorno al pezzo è stata posta una balaustra metallica di protezione, realizzata con linee semplici in modo da non oscurare la visione del barcone nella sua completezza.

PEZZI D’ARTIGLIERIA
I pezzi d’artiglieria presenti in tutti e tre i siti interessati, presentavano le medesime tipologie di degrado. Tutti, infatti, pur essendo stati ridipinti più volte dai reparti militari che fino ad una decina di anni fa provvedevano alla loro manutenzione, presentavano vaste aree di degrado del ferro e del legno che andava a costituire la struttura delle ruote.
Prima di procedere alla pulitura delle superfici metalliche, che ne prevedeva l’asportazione totale delle vernici residue e dell’ossidazione presente, si è proceduto con l’esecuzione di stratigrafie su alcuni pezzi presenti al sacrario militare di Redipuglia al fine di individuarne lo strato originale.
In linea generale le stratigrafie eseguite hanno messo in luce l’ossidazione dell’ultimo strato, la presenza, al di sotto, di un verde in genere di tonalità scura, l’esistenza di uno o due strati sottostanti di smalto di tonalità simile e, appena sotto una base protettiva preceduta dalla stesura di minio sulla superficie metallica.
Sulla base della colorazione riscontrata, è stato scelto uno smalto poliuretanico monocomponente per esterni che ne riproponesse la cromia originale. Si è proceduto, quindi, dopo lo smontaggio delle ruote, con la pulitura delle superfici mediante sabbiatura. Per questa importante operazione è stato utilizzato un apparecchio aero-abrasivo in grado di rimuovere sia gli strati di vernice presenti che l’ossidazione, preparando così le superfici per ricevere il nuovo trattamento. Inoltre, come abrasivo, è stato utilizzato un inerte ecologico così da non creare problemi di inquinamento atmosferico e del terreno, visto che il lavoro è stato svolto all’aperto nel luogo in cui i pezzi d’artiglieria si trovano. La pulitura ha permesso di poter verificare lo stato della struttura, di saldare parti sconnesse e stuccare, con stucco bicomponente per metallo, lacune create dall’ossidazione. Particolarmente complicata è risultata la pulitura delle parti interne dei due cannoni da nave, lo spazio stretto caratterizzato da ingranaggi ed elementi di funzionamento del mezzo hanno creato non pochi problemi all’operatore ma permettendo, una volta completata la pulitura, di analizzare in dettaglio la struttura compositiva del mezzo ed apprezzarne i dettagli. La fase successiva ha visto la stesura di un protettivo per un’eventuale ossidazione, prodotto che ha costituito la base per l’applicazione dello smalto, dato in due mani a pennello. Il ripristino delle ruote è stato eseguito in laboratorio e ha visto l’esecuzione di due diversi interventi, uno relativo a ruote già sistemate in anni recenti, la cui struttura lignea era stata completamente sostituita e l’altro relativo alle ruote il cui degrado corrispondeva in alcuni casi alla perdita parziale o addirittura totale delle parti lignee.
Se, infatti, gli elementi in metallo pur avendo subito un forte degrado erano strutturalmente integre, quelli in legno risultavano in molti casi compromessi a tal punto da dover essere sostituiti o comunque consolidati e stuccati.

L’intervento ha previsto per tutte le ruote la pulitura con gel decapante per l’asportazione totale delle vernici, successivamente si è provveduto all’applicazione di prodotto antitarlo a base di permetrina in solventi idrocarburici data ad iniezione. Le parti lignee indebolite ma strutturalmente integre o comunque non compromesse al punto di essere sostituite sono state consolidate con resina epossidica la quale, caricata con polvere di legno, è stata utilizzata anche per stuccare le lacune presenti. Dopo la levigatura degli stucchi è stata stesa una prima mano di impregnante e in successione altre due mani di vernice opaca trasparente.
Per la sostituzione delle parti lignee, corrispondenti alla curvatura della ruota, è stato utilizzato legno di rovere stagionato piegato grazie all’utilizzo di uno stampo, fatto eseguire su misura, e piegato grazie ad una pressa.
Le parti metalliche hanno avuto lo stesso trattamento dei pezzi d’artiglieria con la stesura della protezione e di due mani di smalto di colore nero. Una volta terminate, le ruote sono state trasportate e rimontate sui relativi pezzi.