Restauro conservativo del canterano cinquecentesco della Chiesa di San Nicolò Vescovo di Tauriano

Ringraziamo “Il Popolo Friuli Occidentale” settimanale della Diocesi di Concordia Pordenone, Tauriano.com ed il sig. Raffaele Tomasella per aver raccontato la nostra realtà ed in particolare il restauro del mobile da sacrestia cinquecentesco.

Ecco l’articolo pubblicato su Il Popolo Friuli Occidentale in data 30 Gennaio 2022 di cui siamo orgogliosi e che vi riportiamo qui di seguito.

“Tra i rari esempi a livello regionale di mobilio da sacrestia di pregevole fattura si annovera un canterano appartenente alla chiesa di San Nicolò Vescovo di Tauriano, opera di imponente struttura architettonica databile al secolo XVI. Il bene, di grande interesse storico artistico, è stato oggetto nei mesi scorsi di un importante intervento di restauro conservativo svoltosi sotto l’alta sorveglianza dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Già presente nell’antica sacrestia, il mobile è riuscito a resistere alle insidie del tempo all’incuria dell’uomo, superando la lunga storia di sacrificio e i numerosi interventi di modifica subiti dalla chiesa. Venne risparmiato dal sisma del 1976 e anche da un’incursione furtiva, nel corso della quale venne purtroppo sottratto altro pregevole mobile. Ma soprattutto è stato testimone nei secoli dei parroci che si sono succeduti a Tauriano nel loro quotidiano servizio, in quel particolare momento della vestizione e del raccoglimento che precede la celebrazione del Sacrificio eucaristico.

Il pregevole canterano in noce è composto da due parti, la cassettiera e l’alzata, entrambe riccamente decorate ad intaglio. La cassettiera si compone di quattro cassetti e due sportelli laterali. La decora- zione è a motivi vegetali e animali, volute ed intrecci soprattutto nelle ante degli sportelli ai lati. L’alzata, di dimensioni più contenute, è tripartita da lesene con bugne e coronata da una cimasa aggettante con motivo a dentelli. Sulle ante, definite da cornici con motivo a corda sono intagliate delle cornucopie incrociate tra loro, dalle quali emergono, rigogliosi, tralci fiori e foglie.

L’armadio versava in cattivo stato di conservazione soprattutto dal punto di vista strutturale manifestando in particolare un cedimento del fondo. Mancava la cornice di chiusura frontale e molti elementi risultano lacunosi a causa di un importante attacco di insetti xilofagi. Se le superfici esterne erano evidentemente interessate da depositi incoerenti, gli interni presentavano un’impropria dipintura a smalto di colore grigio.

Il restauro conservativo e risanamento

Ha previsto un generale intervento di consolidamento strutturale, una disinfestazione dagli insetti xilofagi, un consolidamento delle parti lignee indebolite, l’integrazione degli elementi mancanti. Si è proceduto in seguito alla pulitura di tutte le superfici con la messa in luce della patina originaria ed infine al trattamento e alla protezione finale, dopo la stuccatura delle zone danneggiate con cera vergine d’api nella giusta tonalità, con una miscela di cera vergine d’api e cera carnauba in essenza di trementina e olio di lino cotto per un profondo nutrimento delle fibre del legno. Al termine, l’opera, opportunamente salvaguardata, è stata ricollocata nella sua sede e ripristinata all’antica ed originaria funzione liturgica, proponendosi al contempo come interessante caso di studio.

L’intervento, in capo alla ditta Mauro Vita di Roveredo in Piano, è stato eseguito tra i mesi di agosto e novembre 2021 della restauratrice Micaela Bortolotto e dai collaboratori Barra Lucia, Filip Grigore e Liguori Sara. A rendere possibile il restauro, oltre all’impegno della parrocchia, è stato il generoso sostegno della Fondazione Friuli, nell’ambito del Bando Restauro, e del già munifico sig. Pietro Lovison che anche in questa occasione si è prodigato per il buon esito dei lavori.

Dando seguito alle diverse azioni di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico della chiesa di S. Nicolò promosse in questi anni dal parroco don Paolo Zaghet e dall’intera comunità parrocchiale, il restauro del canterano permette di consegnare alla cura delle future generazioni un prezioso esempio delle capacità creative e della sapienza artigianale delle botteghe friulane del XVI secolo.”

Riportiamo inoltre il link dell’interessante articolo pubblicato su Tauriano.com dal sig. Raffaele Tomasella: www.tauriano.com