Mauro Vita Restauri

 

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Certificazione ESNA-SOA
Laboratorio certificato ESNA-SOA.

Certificazione ISO9001:2008
Certificazione ISO9001:2015


San Giovanni trasportato in Paradiso - Chiesa dell'isola
di San Servolo (VE).

Si tratta di un’opera a soffitto dell’autore Jacopo Marieschi, assai produttivo in Venezia nella seconda metà del ‘700, eseguita tra l’ottobre ed il novembre del 1761 e realizzata con la tecnica a mezzofresco, ovvero con la stesura dei colori stemperati a calce su intonaco asciutto.
Il dipinto che si trova al centro della volta dell’aula unica della chiesa di San Servolo, Venezia, è di forma quadrata con angoli concavi e rappresenta San Giovanni trasportato in paradiso da un gruppo di angeli. Più in alto è presente la Beata Vergine assisa su una nuvola col Bambino tra le braccia e circondata da vari cherubini. Ai piedi dell’ottagono si osserva un elemento architettonico con un angelo che ammira l’evento rappresentato.


Dal punto di vista conservativo l’opera presentava un diffuso strato di deposito che non permetteva la leggibilità dell’opera, inoltre si evidenziava la stesura di uno strato protettivo di tipo filmogeno. Probabilmente associabile al suddetto strato, erano presenti mancanze diffuse su tutta la superficie pittorica. Il risarcimento cromatico di suddette mancanze era diffuso su tutta la superficie e realizzato con colori ad acquerello.
La struttura di sostegno aveva subito un danno nella parte centrale dell’opera tale da provocare la perdita della zona interessata ove era visibile un incannucciato fittizio.

L’opera non necessitava di interventi invasivi, o di fissaggio alla struttura portante essendo stati posizionati una serie di ancoraggi nel corso di precedenti interventi, ancora funzionali, pur tuttavia è stato necessario praticare un consolidamento in profondità, puntuale, eseguito mediante iniezioni di maltina liquida a base di calce aerea ed inerti ventilati. L’intervento di restauro del dipinto in oggetto è iniziato con la fase di velinatura delle superfici limitrofe alle aree interessate da cadute di colore per procedere poi al loro consolidamento.
Le policromie sollevate sono state fatte riaderire alla superficie mediante stesura di latte di calce in dispersione alcolica applicata a pennello direttamente sulle veline e rimossa dagli eccessi con tampone imbevuto in solvente organico. Una volta ultimato il fissaggio della pellicola pittorica sono state rimosse le veline di protezione. Fermato il colore, la pulitura della pellicola pittorica è stata eseguita in fase preliminare a secco con l’uso di spugne wishab e successivamente coadiuvata da soluzione acquosa basica di sali d’ammonio in percentuale variabile dal 5 al 10% per l’asportazione delle resine sovrammesse.
La grande lacuna centrale è stata risarcita con la costruzione di una struttura portante ancorata alle travi di sostegno del soffitto chiusa successivamente con incannucciato al quale è stato applicato l’intonaco e l’intonachino fino a raggiungere il livello del dipinto.
Stuccature a base di calce ed inerte idoneo sono state stese sulle lacune di media e piccola profondità per restituire planarità all’opera.
Le nuove stuccature e quelle eseguite nei precedenti interventi sono state cromaticamente integrate con pigmenti stabili in gomma arabica con la tecnica del tratteggio come prescritta dalla DD.LL.
In ultima la superficie è stata trattata con la stesura di un protettivo non filmogeno a base di silicato d’etile.